SANTA CROCE
Contrada dello Spedale
La Contrada Santa Croce nasce nel 1996. I suoi fondatori venivano dall’esperienza della festa della Madonna dei Matti, celebrata ogni seconda domenica di maggio nella piazza di San Giovanni Decollato. Da quella devozione popolare è nata un’identità civica che, già dal 1997, si è data una struttura organizzativa stabile, compreso il corpo dei Tamburini.
La Contrada prende il nome dall’antichissima chiesa di Santa Croce, in piazza dello Spedale. I suoi colori sono il bianco e il blu. Oggi la Contrada vive nel corteo storico, nella gara dei musici, che i suoi tamburini hanno vinto nel 2025, e nella taverna, situata in Via Falisca, che ogni sera accoglie residenti e visitatori con la cucina nepesina.
Lo stemma, con due anguille incrociate, viene dalla famiglia degli Anguillara. Fu un’antica casata guelfa, probabilmente di origine normanna, che governò Nepi nel Medioevo e prese il nome dalle rive del lago di Bracciano. La famiglia raggiunse l’apice della potenza a metà del Quattrocento con Everso, morto nel 1464. L’anno dopo, nel 1465, papa Paolo II scomunicò i figli Francesco e Deifobo e mandò contro di loro le truppe del cardinale Fortiguerri, che ne smantellarono i domini. Francesco rimase prigioniero a Castel Sant’Angelo fino al 1471. Con la morte di Deifobo, nel 1490, si chiuse la parabola del ramo principale: le sue terre passarono a Franceschetto Cybo, nipote di papa Innocenzo VIII.
Dentro i confini della Contrada, situata alla sinistra di via Garibaldi, si concentra una delle memorie storiche più ricche di Nepi. Qui si affacciano i palazzi di tre famiglie che hanno segnato la città. I Celsi salirono alla ribalta con i Farnese e diedero alla Chiesa vescovi e un cardinale. I Sansoni, con il loro palazzo dal loggiato in cotto e la torre medievale, ancora oggi sono parte viva della comunità. I Pisani più volte magistrati cittadini e importanti notabili, nel loro palazzo fu ospite persino Papa Pio VII. Accanto ai palazzi ci sono i luoghi della fede e della carità: la chiesa di Santa Croce con l’antico ospedaletto e la Confraternita del Gonfalone, la cappelletta di San Rocco, la chiesa di San Giovanni Decollato e il convento di San Bernardo, che chiude il quartiere all’estremità orientale della città.
